martedì 31 marzo 2015

Di stampa 3D e gioielli

Giovedì scorso mi sono finta giovane e ho partecipato ad un seminario all'università Ca' Foscari riguardante la stampa 3D e l'artigianato digitale.
La giornata è cominciata nel migliore dei modi, ossia con pioggia scrosciante, vento e dissennatori che passavano per caso, l'ideale per andare a Venezia insomma. Poi pioveva in treno. Non scherzo. Un bel rivolo che scendeva dal tetto. Grazie FS.
Dopo varie peripezie sono arrivata alla sede del seminario, l'Aula Magna di San Giobbe, dove sono stata assalita da un'orda assassina di O Bag. Mi hanno accerchiato, avevo molta paura.
E insomma, c'erano gli studenti, così giovini ed innocenti, e c'ero io, vestita per non sembrare un'anziana.
Mi sono mimetizzata bene. O almeno credo.
Se non fosse che c'è stato un imprevisto.
Avevano indetto un concorso con in palio dei libri riguardanti il made in Italy, un drone e degli oggetti in ceramica (tra l'altro avevo anche sbagliato a capire il materiale). Ho pensato "Bah, oggetti in ceramica, cosa saranno mai, delle statuine di Capodimonte?".
Mio fratello (che era lì con me) va matto per i droni (a quanto pare tutti gli esseri umani di sesso maschile vanno pazzi per i droni. "Ma cosa te ne fai? Vola e basta." "TU NON CAPISCI") e mi ha praticamente obbligato a partecipare. "Dai, Laura, vinciamo il drone, vinciamo il drone!" Mah.
Durante la pausa pranzo mi sono avvicinata al tavolo con i premi e ho scoperto che gli oggettini in palio come secondo premio erano in porcellana ed erano fighissimi. Sono andata subito a cercare il negozio on line della tipa che li produce perché ne volevo assolutamente uno.

Per partecipare al concorso bisognava completare la frase "Sono un maker perché..." e twittarla. Io ho giocato sporco. Ho tirato in ballo il Coniglio Incazzoso e, signori, HO VINTO. Il Coniglio Incazzoso non tradisce mai.

(A proposito, se ne volete uno scrivetemi a laura@theoldpinkroom.com)
Insomma, la giuria mi ha scelto e ho vinto. Non il drone - ma come mi dispiace - ma QUESTA MERAVIGLIA:
La ragazza che produce queste cosine si chiama Biancamaria Marchioro (il marchio invece è Blancharme) e ci ha spiegato come funziona il processo di produzione.
Lei in pratica produce la figura che le interessa con la stampante 3D, poi crea un calco in gesso modellato sul prototipo stampato e nel calco immette ad alta pressione quella che, una volta cotta e smaltata, diventerà porcellana.
Io ho visto i ciondoli e gli anelli a forma di testa di cagnolino, di cervello e di coniglio. Sono bellissimi.
E anche molto fragili temo, ma cercherò di stare attenta.
Poi, un coniglio mi ha fatto vincere un coniglio, tutto ciò è fantastico.
Se volete vedere le altre sue creazioni, cercate Blancharme su Instagram e qui potete trovare la sua pagina facebook. Credo abbia anche un negozietto su Etsy.

Che dire? Viva i seminari, viva la stampa 3D, abbasso i droni.

2 commenti:

  1. ...queste robette qui mi mandano in sollucchero il cervello...

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  2. Osvaldo ed Io siamo orgoglioni. Lui, soprattutto, è proprio fiero, sta tutto dritto col petto in fuori.

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