Stasera mi sento un po' giù, forse l'articolo sul rapporto tra pubblico ministero e polizia giudiziaria che ho studiato oggi non è stato il massimo per tirarsi su di morale...
Quindi tento di pensare positivo e l'unico modo in cui riesco a farlo è pensare a Mimì Ayuara. A quando da piccola volevo essere lei, anzi, ERO lei. Chi è Mimì? Ah, vergogna, non guardavate i cartoni animati negli anni '80? Lei giocava a pallavolo, lei era seria ed impegnata, lei faceva la goccia di ciclone, che ho provato a riprodurre inutilmente per tutta la mia infanzia rischiando di rompermi la schiena e chiedendomi perchè mai non riuscivo a rimanere in aria per 6 minuti quando saltavo.
Poi Mimì è passata di moda ed è arrivata Mila Azuki, che ci hanno spacciato come cugina di Mimì.
Penso di saperlo a memoria quel cartone, eppure mi sono rimaste delle domande.
Ma con Shiro alla fine, ci ha combinato qualcosa?
Ci è andata o no alle olimpiadi?
Perchè cavolo l'ha abbandonata sua mamma?
E suo fratello era davvero suo fratello? se no, da dove sbucava?
In ogni caso, Mila e Shiro resta il mio cartone animato preferito di sempre.
Per colpa di questi due cartoni, centinaia di bambine hanno iniziato a giocare a pallavolo. Io sono stata una di quelle. E mi è piaciuto talmente tanto che ci gioco ancora, quasi vent'anni dopo (ahhhh, sono vecchiaaaa).
La cosa più assurda era che, quando bisognava decidere i numeri delle maglie, tutte volevano il 7, il numero di Mila. Io invece avevo il 12, il numero di Mimì.