Questa è la storia di una ragazza colpita da una maledizione. La maledizione del pollice nero. Certe persone (madre per esempio) hanno il pollice verde, riempiono la casa di piante che neanche la foresta pluviale e riescono anche a farle crescere rigogliose ste benedette creature. Io no. E non è che non ci provi...
Un paio di anni fa mi hanno regalato una pianta grassa. Ora, potrebbe sembrare un regalo triste, ma era proprio carina... Comunque mi è venuto da pensare che ci fosse un messaggio nascosto dietro a questo dono...del tipo “piantala di essere grassa” oppure “ho notato che non sei in grado di curare una pianta normale” (la stessa persona mi aveva regalato un ciclamino che è venuto a mancare tipo un mese dopo che era arrivato nelle mie mani). Beh, si spera che il messaggio fosse il secondo. La mia acutissima mente l'aveva dedotto anche da questo dialogo: “Oh, grazie è proprio bella!” “Bisogna darle da bere poco...anzi, non serve proprio farle niente”. Quindi ho obbedito e non ho fatto niente. L’ho solo messa in un posto che mi piaceva in camera mia. Ma un paio di giorni dopo ho notato che una foglia aveva qualcosa di strano. Era molliccia, l’ho toccata e si è rotta, dentro c’era qualcosa di verde e viscido. L’ho tolta. Passati altri tre-quattro giorni altre due foglie sono diventate mollicce. Ma peerchè?? Le ho dato un po’ d’acqua, ma poca. Poi, presa da un’inusuale preoccupazione che mi ha sinceramente stupito, ho deciso di cercare indicazioni su internet. Bisogna sapere che ci sono un milione di siti sulle piante grasse (che in realtà non si chiamano così, ma piante carnose o gustose o boh, non mi ricordo) (ma che persona può essere una che ha un sito sulle piante grasse?), e le suddette piante sono di duemila specie diverse. Ho guardato tipo 30 pagine di foto per scoprire come si chiamava la mia, ma...niente. Ho cercato istruzioni generiche, e iniziavano con “procuratevi uno strumento per misurare l’umidità del terriccio”. No, non ci siamo. Ho deciso quindi di seguire solo un consiglio trovato in quel sito: “Nel dubbio, non annaffiate”. E io allora non ho annaffiato. Per qualche giorno tutto bene, poi un'altra foglia è diventata molliccia. Io non avevo fatto niente di male! Le ho dato anche un nome... Molly. Forse si era offesa per qualcosa che le ho detto in un momento di crisi... (comunque le piante grasse si chiamano succulente, non gustose come ho scritto sopra) (forse allora si è offesa perchè la chiamavo pianta GRASSA!).
Fatto sta che per un breve periodo mi ha dato piccole soddisfazioni, tipo un paio di foglie nuove e poi... la tragedia. Il tracollo. Molly se n'è andata. Senza neanche salutarmi.
L'anno scorso ci ho riprovato. Allegra ed incosciente, ho comprato Betty. Era così bellina e colorata, faceva tanto primavera. Era una primuletta.
Mi avevano avvertito che la nostra storia non sarebbe durata, mi hanno anche detto che avrebbe avuto delle crisi di identità, che sarebbe morta suicida, ma io non ci volevo credere, ero ostinata.
Così l'ho portata a casa, in quella che al tempo era la mia cameretta, senza un filo di sole. E' dura per una pianta stare senza sole... così la spostavo in giro per la casa come un'invasata, seguendo i (pochi) raggi di sole che entravano dalle finestre; le mie allora coinquiline penso siano state lì lì per chiamare la neuro diverse volte (giustamente). Ma io volevo che vivesse!
E' caduta la neve due volte e io me la sono dimenticata nel mini cortile su cui dava la mia stanza... ma lei era forte, non mi voleva abbandonare. Ha tenuto botta.
Poi non so cosa sia successo. Si sarà sentita sola. Io probabilmente l'ho un po' trascurata (però portarsi una primula in giro in treno sarebbe stato troppo anche per me). Così si è lasciata andare. E addio anche a Betty.
Da qualche tempo, nella stanza vicino alla mia camera c'è una palma di quelle da appartamento. Madre mi urla sempre di darle da bere, io le urlo di rimando "Lo faccio dopoooo" e invece mi dimentico. Ma la cara palma continua ad aggrapparsi alla vita con tutte le sue forze. La simpatica genitrice mi ha perfino comprato un fighissimo bagnafiori fuxia dell'Ikea per tentare di farmela annaffiare, ma io, dopo un paio di giorni di "Che bello il mio bagnafiori, lo userò sempresempresempre!", l'ho lasciato lì a prendere polvere. Lo stesso vale per la palma.
La mia non è cattiveria, non è che la volessi uccidere, è che... oggi l'ho trovata così:
Ma non mi arrendo. Ci riproverò. Anche se so già come andrà a finire.
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Molly - R.I.P. |
L'anno scorso ci ho riprovato. Allegra ed incosciente, ho comprato Betty. Era così bellina e colorata, faceva tanto primavera. Era una primuletta.
Mi avevano avvertito che la nostra storia non sarebbe durata, mi hanno anche detto che avrebbe avuto delle crisi di identità, che sarebbe morta suicida, ma io non ci volevo credere, ero ostinata.
Così l'ho portata a casa, in quella che al tempo era la mia cameretta, senza un filo di sole. E' dura per una pianta stare senza sole... così la spostavo in giro per la casa come un'invasata, seguendo i (pochi) raggi di sole che entravano dalle finestre; le mie allora coinquiline penso siano state lì lì per chiamare la neuro diverse volte (giustamente). Ma io volevo che vivesse!
E' caduta la neve due volte e io me la sono dimenticata nel mini cortile su cui dava la mia stanza... ma lei era forte, non mi voleva abbandonare. Ha tenuto botta.
Poi non so cosa sia successo. Si sarà sentita sola. Io probabilmente l'ho un po' trascurata (però portarsi una primula in giro in treno sarebbe stato troppo anche per me). Così si è lasciata andare. E addio anche a Betty.
La compianta Betty |
Da qualche tempo, nella stanza vicino alla mia camera c'è una palma di quelle da appartamento. Madre mi urla sempre di darle da bere, io le urlo di rimando "Lo faccio dopoooo" e invece mi dimentico. Ma la cara palma continua ad aggrapparsi alla vita con tutte le sue forze. La simpatica genitrice mi ha perfino comprato un fighissimo bagnafiori fuxia dell'Ikea per tentare di farmela annaffiare, ma io, dopo un paio di giorni di "Che bello il mio bagnafiori, lo userò sempresempresempre!", l'ho lasciato lì a prendere polvere. Lo stesso vale per la palma.
La mia non è cattiveria, non è che la volessi uccidere, è che... oggi l'ho trovata così:
Ma non mi arrendo. Ci riproverò. Anche se so già come andrà a finire.