Ma qui si vuole parlare d'altro.
Si vuole parlare di regali senza senso.
Non necessariamente brutti, sono quei doni che quando li apri sei talmente stupefatto che non riesci neanche a fare la faccia falsa da "Ohoo, è proprio quello che volevo".
Il primo regalo senza senso che ricordo me l'hanno fatto i miei.
Avrò avuto cinque anni, forse sei.
Io non ho mai avuto particolare propensione per la musica, nè desiderio di suonare, magari cantare sì (per questo il Cantatu con le cassettine è stato un regalo azzeccato), ma suonare mai. Tanto meno a cinque anni. E, paf, loro mi hanno regalato una pianola. Una roba enorme, pesantissima, quando la accendevi buttava fuori aria (?) e faceva rumore ancora prima di iniziare a schiacciare i tasti. Niente basi preregistrate, in fondo era il 1988, non esageriamo con la tecnologia.
Ho preso questa immagine da Google, ma è proprio lei! |
Pochi anni fa, quando avevo ancora uno straccio di moroso, lui mi ha lasciato basita.
Mi ha regalato un cestone per i panni sporchi di stoffa arancione. A parte il fatto che io ODIO l'arancione di un odio viscerale da sempre. Ma per Natale mi regali un cestone per i panni? Ero talmente stupefatta che non riuscivo a spiccicare parola. Capite perché è finita.
Ecco, così, però ARANCIONE |
E' giunto poi il turno di Padre. Che un anno si è sognato di regalarmi una cravatta della Juve. Ok, io sono tifosa e tutto, ma una cravatta? Ma perché? Cosa me ne faccio?
Questa è nuova, la mia è a righe. Un classico che non muore mai. |
E potrei andare avanti con la lista, ma ve la risparmio.
Ma, per capire, i regali senza senso li ricevo solo io?
Sono curiosa.
Chissà se ne riceverò anche quest'anno.
Attendo fiduciosa.